Una nuova terapia psicologica di recente sperimentazione sembra aver dimostrato di poter ridurre il livello di violenza e aggressività tra i giovani autori di reato affetti da disturbo antisociale di personalità.
Questa terapia è stata ideata da un gruppo di ricercatori dell'University College London, autori di uno studio pubblicato su The Lancet Psychiatry.
L’articolo scientifico spiega come i ricercatori abbiano cercato di stabilire se l'aggressività e i comportamenti antisociali potessero essere migliorati da una forma modificata di trattamento basato sulla mentalizzazione (MBT).
Il trattamento basato sulla mentalizzazione è un tipo di terapia che aiuta le persone a comprendere i propri pensieri e sentimenti, nonché quelli degli altri.
Il nuovo trattamento, noto come MBT-ASPD (disturbo antisociale di personalità), punta a migliorare la capacità dei giovani autori di reato affetti da tale disturbo, di riconoscere e riflettere sui propri pensieri e sentimenti e su quelli degli altri, contribuendo a migliorare le interazioni interpersonali e il processo decisionale.
Il disturbo antisociale di personalità è una condizione di salute mentale caratterizzata da una condizione persistente di ignoranza o violazione dei diritti altrui. I sintomi includono inganno, impulsività, aggressività, incoscienza e mancanza di rimorso. Spesso comporta devianza e comportamento criminale.
Per il più grande studio del suo genere, 157 autori di reato maschi in libertà vigilata con riconosciuto disturbo antisociale in Inghilterra e Galles hanno partecipato a un ciclo di 12 mesi della terapia, insieme ai servizi di libertà vigilata standard previsti nel loro caso.
Un gruppo di controllo di altri 156 partecipanti ha invece ricevuto i servizi previsti dal regime di libertà vigilata, senza la terapia.
Il trattamento prevedeva sedute settimanali di terapia di gruppo da 75 minuti condotte da due clinici qualificati esperti di mentalizzazione, spesso supportati da un esperto senior.
Il gruppo ha permesso ai giovani partecipanti di esplorare e analizzare le loro interazioni sociali, inclusi i loro valori personali, di osservare come gli altri pensavano a questioni che li riguardavano, come le loro azioni venivano viste dagli altri e come le loro percezioni di sé corrispondevano alle percezioni degli altri su di loro.
I partecipanti hanno anche partecipato a sedute mensili di terapia individuale da 50 minuti. Queste sedute si sono concentrate sullo sviluppo di capacità di mentalizzazione (come autoconsapevolezza, empatia per gli altri, assunzione di prospettiva e pensiero riflessivo), in particolare in situazioni di conflitto interpersonale.
I risultati hanno rivelato che i giovani sottoposti al programma MBT-ASPD presentavano livelli di aggressività circa il 50% inferiori rispetto a quelli sottoposti ai servizi di libertà vigilata standard.
Entrambi i gruppi hanno mostrato una diminuzione dei sintomi del disturbo, ma il gruppo che aveva partecipato alla terapia ha mostrato una diminuzione significativamente maggiore del 63% nel numero di sintomi al follow-up di 12 mesi.
Inoltre, i giovani del gruppo della terapia hanno commesso il 46% di reati in meno rispetto a quelli del gruppo sottoposto a libertà vigilata standard in un periodo di follow-up di tre anni.
Il ricercatore capo, il professor Peter Fonagy (UCL Psychology & Language Sciences), ha affermato che "considerati gli enormi costi personali e sociali del disturbo antisociale di personalità, tra cui una maggiore predisposizione a comportamenti rischiosi, peggiori esiti in termini di salute, una riduzione delle possibilità occupazionali e un onere economico annuale stimato in 16,7 miliardi di sterline nel Regno Unito, questo studio rappresenta una svolta importante.
"Il disturbo antisociale di personalità è stato storicamente difficile da trattare, ma i nostri risultati dimostrano che un intervento psicologico che richiede una formazione terapeutica relativamente limitata può migliorare significativamente i comportamenti degli individui affetti da questa condizione, riducendo al contempo il loro impatto sulla società".
Nonostante i precedenti risultati contrastanti di altri trattamenti psicologici come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), la nuova terapia offre un approccio innovativo e promettente per gli autori di reato maschi. Lo studio fornisce alcune delle prove più solide prodotte fino ad oggi che la terapia strutturata può essere efficace nel ridurre l'aggressività e i comportamenti criminali tra gli individui con disturbo antisociale di personalità.
Il coautore e responsabile clinico, il professor Anthony Bateman (UCL Psychology & Language Sciences), ha affermato che "questo studio suggerisce che ora i medici possono essere più ottimisti nel trattamento degli individui con tratti antisociali, che sono spesso considerati incurabili e di conseguenza incontrano barriere nell'accesso all'assistenza sanitaria sia fisica che psicologica".
Incoraggiato da queste scoperte, il gruppo di ricerca chiede ora la possibilità di realizzare ulteriori studi per determinare se la nuova terapia possa essere utile per una gamma più ampia di individui, compresi quelli coinvolti in gravi comportamenti violenti, come la violenza sul partner.
Secondo la coautrice, la dottoressa Elizabeth Allison (UCL Psychology & Language Sciences): "i metodi di giustizia tradizionali, come la reclusione, non sono stati efficaci nel ridurre la recidiva nei casi di violenza domestica. La ricerca futura dovrebbe esplorare come la nuova terapia possa essere adattata per gli individui autori di gravi violenze.
"Inoltre, dobbiamo valutare in che modo le variazioni nell'intensità e nella durata del trattamento influenzano i risultati e se i benefici della terapia si mantengono nel tempo".
Poiché lo studio si è concentrato su delinquenti di sesso maschile di età pari o superiore a 21 anni sottoposti a sorveglianza vigilata, i risultati potrebbero non essere direttamente generalizzabili ad altri gruppi di individui, come gli autori di reato più giovani o quelli al di fuori del sistema di libertà vigilata. Ma questo potrà essere oggetto di futuri approfondimenti.