L’abuso infantile può minare profondamente il senso di sicurezza, di controllo e di fiducia negli altri in chi l’ha vissuto. Le conseguenze interiori durano a lungo nella vita, se non affrontate, portando a sentimenti di disperazione, impotenza e difficoltà relazionali.
La mancanza di fiducia è una costante che viene sollevata in ambito terapeutico: fiducia negli altri, in se stessi o nelle proprie capacità di sentirsi al sicuro negli ambienti in cui si vive e nelle relazioni che si avviano.
Nonostante trattamenti usuali provati a lungo, molte vittime di violenza arrivate ormai in età adulta continuano a provare sintomi persistenti di depressione, ansia, ipervigilanza e attacchi di panico.
La paura che accadano di nuovo cose brutte spesso travolgono e paralizzano questi giovani, fino a far perdere loro la speranza che possano un giorno raggiungere una situazione di normalità.
Il futuro sembra riservare loro le esperienze dolorose e traumatiche del passato.
È proprio su questo elemento che molti terapeuti lavorano: il recupero della speranza persa a seguito delle esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia.
Come promuovere la speranza
In molti casi i trattamenti standard per lo stress post-traumatico non funzionano.
Una via seguita da terapie alternative si concentra nell'aiutare il paziente a riconoscere e sostenere i suoi punti di forza, riformulando le convinzioni legate al trauma e praticando la regolazione delle emozioni attraverso la mindfulness.
Anzitutto va costruito un ambiente sicuro, spiegano i terapeuti che puntano sul riaccendere la speranza. Un contesto in cui ci si possa sentire ascoltati e compresi. Un giovane che soffre di questo disturbo potrebbe temere di essere frainteso, e dunque ferito, anche dal suo terapeuta.
Questo può essere superato incoraggiandolo a prendere l’iniziativa durante le sedute, in modo che possano emergere le aree che ritiene lo aiuterebbero a riacquistare autonomia e controllo.
Dando a lei il potere di guidare il lavoro, la vittima di abusi si può gradualmente sentire più sicura e più a suo agio nell'aprirsi. Un approccio che può aiutarla a ricostruire un senso di fiducia e controllo.
La guarigione, spiegano gli esperti di salute mentale, è un percorso graduale ed è importante celebrare anche le più piccole vittorie lungo il cammino, perché le vittime faticano a riconoscere e valorizzare i loro successi.
Per supportarle, occorre aiutarle in questo, rimarcando con loro ogni piccolo passo avanti, dal riconoscimento della prima volta in cui hanno parlato del loro trauma fino agli atti concreti di cura di sé.
Un approccio basato sui punti di forza aiuta a mettere a fuoco e a tenere salde tutte quelle cose che sostenuto la sopravvivenza e gli sforzi vissuti per superare le avversità.
In questo modo si rafforzato la convinzione della vittima che il progresso non è solo possibile, ma a portata di mano. Sono i piccoli successi le danno la forza di comprendere che il cambiamento è raggiungibile.
Importante poi sostenere la riformulazione di convinzioni inutili e dannose. Chi ha esperienze di abuso, spesso convive con profonde convinzioni di inutilità o impotenza, che possono avere un impatto sul suo senso di sicurezza e ostacolare la capacità di reagire.
Autoconvinzioni negative, che la vittima ripete dentro di sé, sono imperniate sul dirsi di essere impotente, che il mondo non è sicuro, insieme a pensieri che affermano che le cose brutte accadranno sempre, e di essere a pezzi e senza energie per risollevarsi.
L’obiettivo della terapia consiste proprio nel riconoscere questi schemi di pensiero e nel sostituirli gradualmente con modi di pensare più utili e positivi.
I pensieri negativi scatenano emozioni intense nelle vittime. Occorre aiutarle a diventare più consapevoli di come questi pensieri, emozioni e sensazioni fisiche le influenzino e per incoraggiarle a staccarsene e a rimanere profondamente coscienti del momento presente.
Le emozioni anche difficili vanno osservate senza giudizio, con accettazione, questo aiuta a sviluppare una maggiore tolleranza per le situazioni angoscianti.
Quando le vittime di abuso nell’infanzia si sentono al sicuro e ascoltate, si crea una base di fiducia e speranza. Un approccio basato sui loro punti di forza, rafforza in loro autostima e resilienza.
Invece di concentrarsi esclusivamente sui ricordi traumatici, questo metodo le incoraggia a riconoscere le strategie di adattamento e le qualità personali che le hanno aiutate a resistere.
Si può generare così un cambiamento di prospettiva, alimentare la speranza e la convinzione nelle proprie capacità di prendere decisioni che possano ridefinire il loro futuro.