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Lo stress quotidiano, la solitudine e i sentimenti di esclusione o emarginazione sono i principali fattori di rischio, insieme al trauma infantile, che causano o contribuiscono al prodursi della dissociazione negli adolescenti e nei giovani adulti.

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È quello che afferma un nuovo studio, i cui risultati sfidano le percezioni tradizionali della dissociazione e sottolineano le pressioni sociali che possono minare l’equilibrio e il benessere dei giovani di oggi.

La dissociazione è caratterizzata da ripetute e continuative sensazioni di distacco da se stessi, dal proprio corpo, dalla propria mente e dall'ambiente circostante e di mancato riconoscimento delle situazioni familiari pregresse e di esperienze fatte. Chi la vive può inoltre non percepire o percepire solo alcune parti del proprio corpo.

La ricerca sulle possibili cause della dissociazione è stata condotta dall'Università di Birmingham ed è stata pubblicata sulla rivista Early Intervention in Psychiatry. Ha analizzato i dati di circa duemilaquattrocento giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni,  nel Regno Unito, per comprendere meglio quali fattori espongano alcuni giovani a un rischio più elevato di sperimentare livelli clinici di dissociazione rispetto ad altri.

Utilizzando l'apprendimento automatico, il gruppo di ricerca ha identificato schemi di comportamento e relazione, e gruppi ad alto rischio all'interno dei dati disponibili, i quali hanno portato a quattro fattori di rischio chiave maggiormente predittivi dei livelli clinici di dissociazione.

Lo stress quotidiano era il più significativo, seguito da traumi infantili, solitudine ed emarginazione.

La dottoressa Emma Černis, psicologa clinica dell'Università di Birmingham e responsabile della ricerca, ha affermato che lo studio potrebbe essere indicativo delle difficoltà e delle tensioni quotidiane che devono affrontare i giovani di oggi.

"La dissociazione è stata tradizionalmente liquidata come un 'semplice’, ulteriore sintomo di un trauma, tra gli altri. Questi dati da noi presentati dimostrano che la dissociazione e i suoi fattori scatenanti sono complessi e collegati non solo al trauma, ma anche alle esperienze che i giovani hanno di se stessi e al modo in cui il mondo li tratta".

È stato anche dimostrato che fasce di età diverse presentano rischi diversi.

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I partecipanti più giovani di età compresa tra 16 e 20 anni erano più colpiti dalla dissociazione se avevano anche un'immagine di sé negativa e sintomi di depressione, mentre quelli di età compresa tra 21 e 25 anni avevano più difficoltà se avevano anche ansia e difficoltà a gestire le emozioni.

La dottoressa Černis ha affermato che "Ciò suggerisce che molti giovani che sperimentano livelli significativi di dissociazione stanno anche vivendo con molteplici forme di stress interagenti.

Potrebbero sopravvivere all'impatto del trauma, se aiutati, cercare di trovare accettazione e sostegno tra i coetanei o persino nella società più ampia, imparare a comprendere se stessi e i propri mondi interiori e, per giunta, gestire molto stress nella loro vita quotidiana.

Questi dati confermano quello che molti dei miei clienti mi dicono nella stanza della terapia: che la dissociazione di solito avviene quando lo stress che provano ha raggiunto la sua piena potenza e capacità di offesa.

"La dissociazione è attualmente ampiamente sottovalutata nel NHS, ma merita di essere al centro del lavoro sulla salute mentale.

Le intuizioni fornite da questa ricerca potrebbero supportare gli sforzi di sensibilizzazione aiutando a identificare i giovani che sono a più alto rischio di viverla e di doverne affrontare le conseguenze.

Oppure potrebbe essere utilizzata per garantire che i professionisti sanitari chiedano in modo proattivo informazioni sulla possibile dissociazione quando incontrano un giovane che corrisponde al profilo "a rischio", portando a una migliore valutazione, prevenzione e supporto per le persone colpite."


Riferimento bibliografico

Roberta McGuinness et alii.
Identifying Preliminary Risk Profiles for Dissociation in 16‐ to 25‐Year‐Olds Using Machine Learning.
Early Intervention in Psychiatry (2025).

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