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Come combattere il disagio giovanile dei ragazzi moderni
http://www.nostrofiglio.it/adolescenza/come-combattere-il-disagio-giovanile-adolescenti
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L'Ufficio IV del Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità “Studi, ricerche e attività internazionali”, ha recentemente curato le seguenti pubblicazioni:
Il Volume “Lavori In-Giusti e pratiche educative: indagine sul lavoro minorile nel circuito della Giustizia penale” esplicita e mette in risalto quanto sia importante porre l’attenzione al fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile, sostenendo e valorizzando, all’interno del sistema giustizia minorile, strumenti per monitorare le esperienze lavorative. Il volume definisce un piccolo glossario che aiuta a riconoscere le diverse tipologie di esperienze lavorative oggi diffuse in ambito penale minorile e presenta l’esperienza del tirocinio atipico che rappresenta una buona pratica nella regione Sardegna.
La pubblicazione “Teorie e pratiche di lavoro con le famiglie in area penale minorile” testimonia gli interventi svolti con le famiglie dei minori autori di reato e con gli operatori della giustizia minorile. Il volume presenta quattro modelli di intervento con le famiglie dei minori autori di reato centrati sull’empowerment.
L’esperienza prodotta nell’ambito dei due settori, lavoro e famiglia, raccolta nei testi, oltre al valore della ricerca si presenta come uno spazio su cui avviare riflessioni e strategie concrete.
Il volume “Attraversare le competenze: la supervisione didattica e professionale nella Giustizia minorile” sta dentro l'idea della dinamicità del sapere che si definisce e ridefinisce nella quotidianità del fare, di un attraversamento nel tempo e nei contenuti intorno ad una esperienza propria del lavoro sociale: la supervisione. Si parla di supervisione didattica e di supervisione professionale, attività che accompagnano la nascita e lo sviluppo del servizio sociale nella giustizia minorile e più recentemente del lavoro educativo.
L'esigenza di far emergere l'importanza che le pratiche della supervisione rivestono alimentando nei professionisti dell'aiuto una attitudine (auto) riflessiva e la volontà di promuovere la qualità di tali pratiche sono stati gli input da cui ha preso le mosse il lavoro che in questo volume è stato presentato.
Si possono acquistare sul sito di Gangemi Editore
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“Questi giovani sono tutti uguali!” Conformismo adolescenziale e bisogno di autonomia
http://www.stateofmind.it/2016/07/conformismo-autonomia-adolescenza/
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No all'abolizione del Tribunale per i Minorenni
http://www.huffingtonpost.it/anna-maria-de-luca/no-allabolizione-del-tribunale-per-i-minorenni_b_10871568.html
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Delega al Governo per la soppressione del tribunale per i minorenni e dell’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni.
(Delibera consiliare del 13 luglio 2016)
«1. L’oggetto del parere
Il disegno di legge delega attualmente all’esame del Senato della Repubblica rubricato al numero 2284, nel testo già approvato dalla Camera dei Deputato il 10 marzo 2016, propone all’art.
1, comma 1, lettera b) di delegare il governo ad adottare gli atti legislativi necessari per istituire presso i tribunali ordinari e presso le corti di appello e sezioni distaccate di corte di appello le sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori, sopprimendo il tribunale per i minorenni e l’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni.
Le competenze degli uffici giudicanti di nuova istituzione saranno differenziati tra tribunali del capoluogo di distretto di appello e tribunali ordinari circondariali, in quanto ai primi sarà assegnata la trattazione delle materia di cui oggi si occupa il tribunale dei minorenni (n. 8), mentre i secondi si occuperanno sostanzialmente del contenzioso e della volontaria giurisdizione già assegnata ai tribunali ordinari (n. 7).
Si prevede che, in sede distrettuale, la sezione della famiglia sarà integralmente specializzata, mutuando la struttura normativa delle sezioni che oggi si occupano della materia del lavoro, ed i magistrati vi saranno addetti in via esclusiva. Ad essa saranno assegnati i magistrati togati ed onorari ed il personale amministrativo oggi in servizio presso il Tribunale dei minorenni, mentre il personale di magistrati ed amministrativo, nonché i nuclei di polizia giudiziari che oggi operano presso le Procure dei tribunali per i minorenni, transiteranno alla Procura della Repubblica
presso lo stesso tribunale.
Analoga specializzazione è promossa presso le corti di appello e le sezioni distaccate di corte di appello, ove si prevede la costituzione di sezioni specializzate per la trattazione dei procedimenti in sede di appello e di reclamo, stabilendosi l’esclusività delle funzioni dei magistrati ad esse assegnati, ovvero, ove ciò non sia possibile, la costituzione di collegi specializzati nella materia.
Nella presente sede è intenzione dell’organo di governo autonomo della magistratura di richiamare una più approfondita attenzione del legislatore sulla materia speciale della tutela dei minori e della famiglia nel nostro ordinamento. [...]
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Chi siamo Il CNCA Lombardia ogni anno si fa carico di oltre 8000 persone ed entra in contatto con circa 120.000 cittadini nel territorio regionale.Il Cnca si compone di 37 gruppi aderenti presenti in 10 provincie della Regione, che raccolgono circa 2000 soci, 1800 lavoratori, 180 strutture residenziali (minorenni – persone con disabilità – dipendenze – mamme bambino – housing sociale) e 270 servizi diurni e progetti territoriali (centri diurni e servizi domiciliari per minori, disabili e anziani – unità di strada – servizi prevenzione – politiche giovanili - carcere) Si è costituita formalmente il 31 gennaio 2006. Info e contatti CNCA Lombardia Sede regionale: – via Petrarca 145, Sesto San Giovanni (MI) |
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Giovani e depressione, un rapporto pericoloso che è meglio conoscere per prevenire
http://it.blastingnews.com/salute/2016/06/giovani-e-depressione-un-rapporto-pericoloso-che-e-meglio-conoscere-per-prevenire-00991545.html
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Il 9 luglio, Torino si colorerà di arcobaleno per accogliere migliaia di persone che festeggeranno l’orgoglio di essere chi si è. Un atto di forte coraggio da supportare, viste le ancora ingiuste azioni discriminatorie alle quali le persone LGBT debbono sottostare.
L’indagine Istat “La popolazione omosessuale nella società italiana” (anno 2011) descrive un paese in cui l’orientamento sessuale è causa di esclusione, discriminazione, sofferenza, vulnerabilità. Il 53,7% delle persone riferisce di aver subito discriminazioni (e dichiaratamente riconducibili all’omosessualità/bisessualità degli intervistati) nella ricerca di una casa (10,2%), nei rapporti con i vicini (14,3%), nell’accesso a servizi sanitari (10,2%) oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto (12,4%).
Cifre che non possono non farci riflettere, in qualità di professionisti dell’aiuto, di agenti favorenti il cambiamento, e di semplici cittadini.
Il Consiglio degli Assistenti Sociali del Piemonte è convinto, così come auspicato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) all’interno del testo “DisOrientamenti. Discriminazione ed esclusione sociale delle persone LGBT in Italia”, che sia necessario operare per il rafforzamento della governance e delle modalità attuative di inclusione sociale e di contrasto alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere, creando partnership e una forte interazione fra amministrazioni pubbliche e realtà associative della comunità LGBT, in tutta la Regione Piemonte.
Dal punto di vista normativo molti passi in avanti sono stati compiuti. Come ad esempio la legge regionale 23 marzo 2016, n. 5, rubricata “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”. Nel documento, vengono spiegati i concetti quali parità di trattamento, discriminazione diretta ed indiretta.
Ci sembra opportuno ricordare che la parità di trattamento è l’assenza (e non la riduzione) “di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta fondata su nazionalità, sesso, colore della pelle, ascendenza od origine nazionale, etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza ad una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale e identità di genere, ed ogni altra condizione personale o sociale.”
Gli assistenti sociali, nella quotidianità operativa, si impegnano a rispettare la legge 5 del 2016 e tutte le indicazioni che vanno in questa direzione, promuovendone gli obiettivi.
Il CROAS Piemonte è parte attiva nel combattere per i diritti sociali e civili.
Il CROAS Piemonte