- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Tutti commettono errori, non si finisce certo di compierne raggiungendo l’età adulta, nonostante tutta l’esperienza che si possa accumulare. È importante però non “restare sul colpo”, quando si sbaglia. Saper affrontare e rielaborare un errore commesso è una capacità che dovrebbe essere appresa quanto prima, già a partire da quel periodo così problematico che è l’adolescenza.
- Scritto da Donatella De Marzo
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Cos’è davvero un “vertice”? È davvero così importante nel lavoro educativo solo un unico fattore o ce ne sono diversi che possono ricondurre ad un unico piano?
Il vertice per il più delle volte è il fulcro, la parte principale di un qualcosa, di una piramide, ma nel lavoro educativo questo non è concepibile. Di certo, nel lavoro educativo trovo più funzionale parlare di multiverticità.
Il lavoro educativo non si presta ad una logica piramidale dove inevitabilmente tutto è riconducibile ad un unico aspetto bensì si costruisce e costituisce di più fattori, elementi, punti cardine, i quali gli uni senza gli altri non permetterebbero una operatività funzionale dello stesso.
Ebbene, basti anzitutto pensare che non è casuale parlare interdisciplinarità, multidisciplinarità, complementarietà, tutti termini che riconducono ad un intreccio, ad una sinergia tra più parti che favoriscono poi la “messa in atto”. Parliamo di un paniere, di tante piccole parti che nel loro insieme donano dunque valore all’azione.
Ma quali sono questi vertici nel lavoro educativo?
Competenze, relazioni, professionalità, deontologia, comunicazione, programmazione, incontro (e si potrebbe continuare…) sono tutti elementi cardine di un lavoro educativo ben strutturato che presuppone e si presta ad un cambiamento, perché sì, non può esistere e non esiste un lavoro educativo senza progresso.
Si pensi agli obiettivi. Obiettivi che un educatore ogni giorno nella sua pratica si pone e si propone di raggiungere, sotto qualsiasi punto di vista, che sia da un punto di vista emotivo, relazionale, comunicativo, di socializzazione o altro.
Senza obiettivi anche semplicemente la strada da percorrere correrebbe il rischio di divenire sfocata, conducendo alla perdita di un focus, di quello scopo fissato, del “perché lo sto facendo”.
Elementi cardini dunque, determinanti di quella definita “multiverticità”, non possono che rimandare a quella famosa “cassetta degli attrezzi” che ogni educatore possiede e porta con sé ogni giorno e all’interno della quale ogni secondo della propria vita professionale inserisce ciò che preferisco chiamare valori aggiunti.
Perché si, educare non significa solo guardare all’altro, ma anche conoscere sé stessi, mettendosi in gioco e soprattutto mettendosi in discussione, per poter crescere e migliorarsi e per permettere principalmente quella riflessione acuta e necessaria, a volte introspettiva, circa la strada percorsa ogni giorno, i passi condotti e i traguardi raggiunti; non inteso come punto di arresto, ma come spinta verso nuovi orizzonti.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Genitorialità
A volte i genitori vedono l’adolescenza di un figlio come il passare da un problema all’altro. Ogni giorno ce n’è uno e alla fine questo provoca in tutti frustrazione e stanchezza, sia nei giovani che negli adulti.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Sono numerose le ricerche realizzate e tuttora in corso sull’impatto a livello psicologico e fisico del consumo di pornografia sugli adolescenti. La sua sempre maggiore diffusione grazie a internet e a dispositivi tecnologici in continua evoluzione rende il fenomeno pervasivo e, per molte sue conseguenze, allarmante.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Un interessante e a suo modo semplice intervento per favorire la conoscenza di sé, del proprio corpo e sviluppo sessuale, è stato realizzato a New York con ragazze preadolescenti e prossime alla pubertà.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
L’abuso sui minori si compie spesso all’interno delle famiglie e inizia di solito durante l'infanzia. Tuttavia, nei casi peggiori, quando le ferite non sono state affrontate e elaborate e l’abuso viene ancora consentito o tollerato, potrebbe continuare fino all'età adulta di chi lo subisce.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Genitorialità
Spesso i ragazzi si lamentano di ricevere un trattamento diverso rispetto a fratelli e sorelle, e questo in genere mette i genitori sulla difensiva. Padri e madri ovviamente negano ma immancabilmente, dentro di sé, si chiedono se questa “accusa” abbia o meno fondamento.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Una volta che si è superata la metà dei vent’anni, è più facile che gli amici vadano e vengano, che cambino così come, per le necessità e le evoluzioni della vita, si cambiano lavoro, casa, città o si hanno figli. Le amicizie nate nel corso dell’adolescenza, invece, sembrano spesso rientrare in una categoria completamente diversa: resistono anche quando tutto nell’esistenza di un giovane si rinnova.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Abuso di sostanze
Esistono cause e motivazioni comuni che spingono i giovani a far uso di stupefacenti o alcol? Che rapporto si stabilisce tra quel particolare tipo di sostanza o di droga e il malessere interiore che i ragazzi cercano di alleviare? È quello che ha cercato di stabilire un gruppo di ricercatori dell'Università di Cordoba, analizzando oltre 8.000 articoli scientifici sul tema.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Metodi & Teorie
Secondo una ricerca di recente pubblicazione, svolta in ambito europeo, più della metà dei giovani ventenni presenta comportamenti e abitudini alimentari anomali, o perché scelgono un regime dietetico troppo restrittivo o perché seguono impulsi emotivi che li spinge a mangiare in modo incontrollato.