- Scritto da Chiara Dragoni
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Si dice che l’adolescenza è il periodo di individuazione e separazione, in altre parole il momento in cui si forma la nostra identità.
Ma si riesce sempre a delineare chi siamo in una fase di transizione, bombardata di stimoli e novità?
Forse si tratta piuttosto di una fase liminare dove si sbanda nella grande nave della vita come in un mare in tempesta, in attesa di capire la rotta e dunque sperimentando quella che sembra la risposta più immediata a quel bisogno in quel momento.
- Scritto da Marzia Cikada
- Categoria: Famiglie
Ci sono famiglie che sono fatte di un solo genitore. Più spesso la madre. Queste famiglie, tecnicamente dette monoparentali, sono in crescita e corrono dei rischi di diversa natura. Perché? Perché, molto spesso, le famiglie monogenitoriali non nascono tali. Se una parte di queste vien fuori dal desiderio di famiglia non accompagnato da quello di coppia, mentre un'altra piccola parte è il risultato di un lutto, quando viene a mancare una madre o un padre, la maggioranza di queste famiglie nasce da una separazione.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Introverso, irritabile, dormiglione. Questi aggettivi potrebbero descrivere quasi ogni adolescente. ma questi potrebbero essere anche sintomi di depressione. "La differenza tra normale malumore adolescenziale e depressione clinica è molto difficile per i non esperti da discernere", sostiene Ken Duckworth, direttore medico della statunitense "National Alliance on Mental Illness".
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Metodi & Teorie
Un nuovo studio della Facoltà di Medicina dell'Università del Michigan rivela che gli adolescenti che hanno una muscolatura più forte corrono un minore rischio di malattie cardiache e di contrarre diabete. Questi giovani, rispetto ai coetanei con muscolatura meno pronunciata, anche un basso indice di massa corporea (BMI), fianchi più piccoli e sono complessivamente più in forma.
- Scritto da Alessandra Ballerini
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Un buon amico, professore di lettere adorato dagli studenti, l’altra mattina, per convincermi a dedicarmi di più alle gioie dell’esistenza, mi ha «regalato» una frase del discorso di Camus pronunciato alla consegna del premio Nobel: «l’artista si forma in questo rapporto perpetuo fra lui e gli altri, a mezza strada fra la bellezza di cui non può fare a meno e la comunità dalla quale non si può staccare. È per questa ragione che i veri artisti non disprezzano nulla e si sforzano di comprendere invece di giudicare».
- Scritto da Federico Zullo
- Categoria: Esperienze & Educazioni
Il lavoro in contesti residenziali (gruppi appartamento, residenze per l’autonomia, ecc) con neomaggiorenni “fuori famiglia” presuppone un intervento nettamente differente da quello che viene realizzato all’interno dei contesti residenziali per minori, quali le comunità e le case famiglia.
Ciò deriva principalmente dalla considerazione della intrinseca natura dell’intervento che passa dalla dimensione della protezione e della cura (aspetti specifici delle comunità per minori e dei contesti similari) alla dimensione della promozione della cittadinanza attiva e delle autonomie personali (costrutti più adatti a soggetti che devono orientarsi verso una risoluta indipendenza).
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Famiglie
La Famiglia nelle testimonianze
del portale
Non ci sto dentro
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Autori di reato
Pubblichiamo l'abstract e i risultati della ricerca «Giustizia e giovani adulti» realizzata dal Censis, con la collaborazione della Fondazione Don Luigi Di Liegro, per conto del Dipartimento per la Giustizia Minorile-Ufficio Studi, ricerche e attività internazionali.
Le persone sotto i 21 anni in carico ai servizi della giustizia minorile al 1° gennaio 2012 sono 13.500. Di questi, i giovani adulti (18-21 anni) rappresentano il 61% (più di 8.000), per oltre il 50% presi in carico prima del compimento dei 18 anni.
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Metodi & Teorie
Immaginate due ragazzi, entrambi a rischio in riferimento alla possibilità di ingresso in una banda di ragazzi con tendenze devianti. Uno poi lo fa davvero, l'altro invece evita di farlo. Anche se il primo adolescente alla fine ne esce, molti anni dopo lui, o lei, non solo ha un "rischio" significativamente più alto di essere incarcerato e di ricevere una sanzione legale, ma ha anche meno probabilità di aver concluso le scuole superiori e più probabilità, rispetto al coetaneo che ha evitato di entrare nella gang, più facilmente sarà in peggiori condizioni di salute, con la necessità di assistenza sociale, e impegnato a lottare contra la tendenza ad abusare di droga.