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Il cyberbashing: la nuova frontiera del cyberbullismo
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Incongruenza di genere, adolescenti in crisi fra ormoni e sentimenti. Serve una psicoterapia mirata
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Adolescenti, smartphone e social: la guida per minori online
https://www.tecnicadellascuola.it/
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Tra pandemia, adulti egocentrici e futuro incerto. Dove abbiamo lasciato gli adolescenti?
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Milano, 25 marzo 2022 - Prendersi cura di chi si deve prendere cura. Questo il messaggio che ben sintetizza gli obiettivi del nuovo master proposto dalle cooperative sociali Il Melograno-CBM e Arimo e dalla Scuola Mara Selvini Palazzoli. Il corso di formazione è rivolto a educatori, assistenti sociali, psicologi, avvocati che lavorano in Servizi rivolti a bambini e adolescenti e che desiderano accrescere le proprie competenze nella Tutela dei Minori. Un master che punta nelle formazioni congiunte, che favoriscono l’apprendimento comune e il confronto tra le diverse professioni che si ritrovano quotidianamente a collaborare nella gestione di situazioni multiproblematiche sempre più impegnative e, dopo la pandemia, purtroppo in aumento.
Una cura sempre più necessaria, alla luce dei dati del Ministero della Giustizia sulla devianza e le prese in carico di minori “in stallo evolutivo”, in netto aumento nell’anno della pandemia, il 2020, rispetto al trend discendente registrato nel 2019. Una situazione all’attenzione delle cronache anche in Lombardia che però rispetto a regioni come Emilia Romagna e Piemonte, difetta di comunità terapeutiche in cui gestire al meglio i casi, a cui si aggiungono una progressiva diminuzione degli educatori ma anche di neuropsichiatri nelle strutture ospedaliere.
Così come sono ai livelli di guardia i casi di maltrattamento, abuso e trascuratezza grave che interessano i più piccoli, bambine e bambini che nei casi peggiori, in seguito a provvedimenti giudiziari vengono affidati alle cure dei servizi sociali e delle comunità per minori. Un’emergenza che anche in questo caso richiede strutture adeguate e soprattutto operatori preparati, aggiornati e motivati.
Il master è pensato proprio per permettere agli operatori che già lavorano nei servizi di ritrovare forza e stimolo a proseguire in un mestiere difficile ma ricco di soddisfazioni soprattutto quando si centrano gli obiettivi terapeutici e rieducativi.
Autorevole e di livello il panel di docenti, frutto dell’esperienza maturata sul campo da operatori storici del CBM - il Centro per il Bambino maltrattato dal 2016 confluito nella cooperativa sociale Il Melograno - di Arimo, una delle realtà più specializzate nell'intervento con adolescenti in difficoltà di crescita, e della Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli.
A dirigere il master una delle figure più preparate nel panorama europeo, lo psicologo e psicoterapeuta della famiglia Stefano Cirillo, tra i fondatori del CBM e direttore della Scuola Selvini Palazzoli. Più di un centinaio gli operatori formati negli ultimi anni durante le passate edizioni del corso di formazione, che prevede tra l’altro la pubblicazione dei lavori finali dei partecipanti su uno dei siti web di riferimento del settore (www.ubiminor.org). I discenti lavoreranno in gruppi durante i quali avranno sempre l’opportunità di confrontare gli aspetti teorici più avanzati appresi con la propria esperienza quotidiana nei servizi di appartenenza.
Il master partirà il prossimo settembre per concludersi a fine giugno del 2023 e si articolerà in 10 moduli formativi di due giornate al mese, il venerdì e il sabato, dalle 9 alle 17. Il corso potrà accogliere fino a un massimo di 35 partecipanti, che dovranno sostenere un colloquio. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile. Tremila euro il costo del master, rateizzabile in due tranche, che prevede il rilascio di crediti FCAS ed ECM per assistenti sociali e psicologi. Il master si terrà nella sede della cooperativa sociale Arimo, nella centrale via Calatafimi 10 a Milano.
Per informazioni e iscrizioni la segreteria organizzativa risponde allo 02 70630724 e alla mail:
Dati statistici Ministero della giustizia sulla devianza minorile nei preadolescenti:
https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/Analisi_Servizi_minorili_31.12.2021convalidato.pdf
Marcello Volpato
Comunicazione (mob: 333 3417564)

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A fronte di 1.202 minori stranieri non accompagnati presenti in Lombardia, scarseggiano i tutori volontari. Anche per via del fatto che l'unico bando per candidarsi e formarsi risale all'estate 2017. Dal 23 febbraio 2022 sul Burl c'è il nuovo bando.
Clicca qui per scaricare il bando
Clicca qui per scaricare la brochure esplicativa
Per qualsiasi informazione si può contattare l’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza al numero 02/67486290 nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 oppure tramite e-mail:
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Prima la pandemia e ora la guerra: rabbia e sfiducia per 8 adolescenti su 10
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Servono ancora le carceri minorili?
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1 ragazza su 2 subisce quotidianamente molestie in strada (cat calling) e 4 su 10 sono vittime di violenza (fisica, psicologica o sessuale o verbale).
Il 63% delle ragazze prevede di subire discriminazioni nel mondo del lavoro.
Ma gli adolescenti non vogliono restare a guardare, il 54% vuole impegnarsi per essere protagonista del cambiamento.
Milano, 8 marzo 2022 – La giornata internazionale della donna diventa il megafono per amplificare la voce delle ragazze e dei ragazzi della Gen Z, rispetto alla più grande e trasversale sfida del nostro secolo, il raggiungimento della parità di genere.
Sono oltre 1700 gli adolescenti coinvolti nell’ Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, anche grazie al supporto di BIC® e BIC Corporate Foundation, che hanno voluto esprimere l’insofferenza verso pregiudizi e retaggi culturali che ancora frenano l’uguaglianza tra uomini donne nella nostra società.
In effetti i dati parlano chiaro e anche tra le ragazze più giovani le discriminazioni di genere sono una certezza difficile da scalfire. Il 68,7% di loro pensa che il proprio futuro e le proprie scelte saranno limitate da retaggi culturali maschilisti e retrogradi, pregiudizi e stereotipi.
Come afferma il 43,4% delle ragazze la scuola è uno degli ambienti dove avvengono più discriminazioni, o violenza, seguito da social network, mass media (rispettivamente con il 42% e il 35%) e la politica (38%), ma a stupire è soprattutto la percentuale di ragazze che si immagina il mondo del lavoro come luogo più a rischio, ne è convinta il 63,5%.
Visto dalla prospettiva delle giovani donne anche il web è un luogo pericoloso, il 65% teme di subire Revenge porn quando è in rete.
Le ragazze inoltre hanno piena consapevolezza delle diverse forme che può assumere la violenza di genere, o perché vi hanno assistito, il 70% tra le intervistate ha assistito a violenza verbale (insulti e parolacce) e il 53,6% tra loro ha assistito a violenza psicologica contro altre donne, oppure perché ne sono le prime vittime: 4 ragazze su 10 hanno subito violenza fisica, psicologica, sessuale o verbale e il 53% ci dice di subire molestie per strada (cat calling).
Le nuove generazioni sono stanche di aspettare e sanno di dover scendere in campo da protagoniste per cambiare le cose, lo afferma il 54% dei giovani, ma un maggior impegno è richiesto anche a insegnanti (56%) alla famiglia (49,4%) e ai politici (44,4%).
Sono tante le proposte concrete emerse dalle risposte dei ragazzi ed evidenziate nei loro commenti. A formare una to do list che riflette la consapevolezza delle nuove generazioni: affinché ogni ragazza e ogni ragazzo possano giocare alla pari il cambiamento necessario è prima di tutto, culturale.
- “Magari potrebbe essere utile trasmettere tramite i mass media un tot di giorni a settimana solo post, testi e video che parlino di questo argomento così importante. Anche a scuola sarebbe utile parlare almeno due volte al mese di questo argomento”
- “dovremmo far capire alle persone che non serve a niente educare le ragazze su queste cose, ma, invece, si dovrebbero educare i ragazzi a rispettare tutte”
- “Penso, prendo come esempio il settore lavorativo, che servirebbe un sistema di valutazione e retribuzione dei dipendenti più meritocratico: bisognerebbe pagare la qualità effettiva del lavoro svolto. Mostrare più spesso in televisione lavori tipicamente visti come "da donna" svolti da un uomo potrebbe aiutare a normalizzare la cosa col tempo"
- “Avere più modelli femminili, insegnare fin da bambini l'uguaglianza, punire davvero chi discrimina, vietare determinati atteggiamenti e parole in ambiti dove c'è un grosso pubblico”
Ragazzi e ragazze della GenZ conoscono bene i meccanismi delle discriminazioni di genere e fa male leggere i dati dell’Osservatorio indifesa e vedere che molestie e violenza sono presenti nella quotidianità di tante ragazze” Dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes “Ogni anno con la nostra campagna indifesa ci impegniamo a diffondere i dati della violenza e delle discriminazioni, ma cerchiamo anche di offrire a ragazze e ragazzi percorsi che possano accrescere la loro consapevolezza su queste tematiche e proporre nuovi modelli femminili nonché opportunità di formazione e percorsi di empowerment che possano dotarli degli strumenti necessari per essere davvero leader del cambiamento per una società più equa e inclusiva”
“Da diversi anni OneDay conduce un Osservatorio insieme a Terre des Hommes sui temi della discriminazione di genere e del bullismo per il target giovani. Lo scenario che emerge da questi preziosi momenti di ascolto è chiaro: i giovani sono sensibili e socialmente attenti alle dinamiche legate all'inclusion & alla diversity e alle violenze di genere, ma soprattutto vogliono modelli di riferimento solidi. Chiedono che la sensibilizzazione parta dalla scuola e dai social media, coinvolgendo così i contesti più influenti della loro vita. Per OneDay le nuove generazioni sono sempre al centro, per questo continua con impegno a portare avanti momenti di ascolto e campagne di sensibilizzazione” dice Gaia Marzo, Corporate Communication Director & Equity Partner di OneDay Group.
La campagna indifesa
indifesa è una grande campagna di sensibilizzazione con cui Terre des Hommes ha messo al centro del proprio intervento la promozione dei diritti delle bambine nel mondo a partire da interventi sul campo volti a dare risultati concreti per rompere il ciclo della povertà e offrire migliori opportunità di vita a migliaia di bambine e ragazze nel mondo.
All’interno di questa cornice, dal 2014 Terre des Hommes, in collaborazione con OneDay e ScuolaZoo, porta avanti l’Osservatorio indifesa, con cui ad oggi ha coinvolto più di 50.000 ragazzi e ragazze di tutta Italia, per un totale di più di 10 milioni di contatti. L’Osservatorio è uno strumento per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiane su violenza di genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e sexting ed è a oggi, l’unico punto d’osservazione permanente su questi temi.
L’Osservatorio indifesa 2021 è stato realizzato grazie al prezioso supporto di BIC® che è a fianco di Terre des Hommes e rinnova la sua collaborazione con la Fondazione per la Campagna indifesa e il progetto Network indifesa la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting per promuovere la partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze.
Inoltre, nel 2020 Terre des Hommes insieme a Junior Achievement Italia ha avviato #IoGiocoAllaPari – Palestra di Diritti e Competenze, un percorso di empowerment generazionale e parità di genere rivolto a ragazze e ragazzi di scuola secondaria di II grado. Un progetto che unisce la consapevolezza dei diritti con quella delle competenze grazie a un percorso di formazione innovativo e basato sul role modeling, articolato in 15 workshop online, tenuti da altrettante «Dream Coach», esperte e professioniste, voci sono di riferimento nei rispettivi settori professionali.
Sostengono la campagna indifesa: Bata, Benefit Cosmetics, BIC®, BIC Foundation, C&A, Douglas, Esserbella, catena di profumerie del Gruppo Esselunga, Fondazione Milan, Fondazione Zanetti, MainAD, Sorgenia, RGI Group, Valvorobica.