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La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affido dei minorenni sia l'occasione per rafforzare il sistema di welfare, i servizi sociali e le azioni di sostegno alle famiglie e non per rimettere in discussione il sistema di tutela dei minorenni fuori famiglia. Presa di posizione della rete #5buoneragioni, costituita da Agevolando, Cismai, CNCA,
CNCM, Progetto Famiglia e Sos Villaggi dei Bambini
Roma, 29 luglio 2020 - La rete "5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti" - costituita da Agevolando, Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia (Cismai), Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (CNCM), Progetto Famiglia e Sos Villaggi dei Bambini - prende atto dell'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse all'affidamento familiare e alle comunità che accolgono minorenni. Ma invita le forze politiche a coglierla come un'opportunità per rafforzare le azioni di sostegno alle famiglie, piuttosto che come un'occasione per mettere in discussione il sistema di tutela e per squalificare indiscriminatamente gli attori impegnati nella cura dei minorenni "fuori famiglia".
La Commissione svolgerà un ruolo importante se saprà affrontare le tante questioni che riguardano il diritto del bambino a crescere in famiglia: l'investimento sulla prevenzione, sul sostegno alla genitorialità più fragile, sul sostegno ai servizi sociali territoriali e alle Procure della Repubblica per i minorenni per renderli più efficienti, sul supporto all'autonomia dei giovani neomaggiorenni in uscita da percorsi di accoglienza, perché non si vanifichi il lavoro svolto con loro negli anni della prima infanzia e dell'adolescenza. Dunque, se saprà segnare un rilancio dell'impegno delle istituzioni rispetto alla tutela dei minorenni e al sostegno alle famiglie.
Il timore, invece, che l'istituzione della Commissione possa tradursi nell'ennesima "caccia alle streghe" nasce non solo dalla valanga di fango che, anche recentemente, è stata riversata indiscriminatamente sugli attori del sistema che si prende carico dei minorenni "fuori famiglia", ma anche dall'assenza, tra i compiti della Commissione, della verifica dei troppi limiti di un sistema di welfare inadeguato nel sostegno alle famiglie e ai bambini. Condividiamo pienamente l'esigenza di controllare l'adeguatezza organizzativa e operativa dei singoli attori in gioco e di sanzionare gli eventuali errori e ancora una volta ricordiamo che già le norme vigenti (la legge 184/83, la legge 149/01) prevedono doverosamente la funzione del controllo esercitato dalla Procura minorile e dai soggetti referenti per la vigilanza sulle strutture. Siamo convinti, supportati in questo da numerosi studi e ricerche, che il problema fondamentale che dovrebbe porsi la politica è quello di sostenere le famiglie nei difficili compiti che svolgono, invece di utilizzarle come principale ammortizzatore sociale del nostro sistema di welfare. E di potenziare il sistema di welfare e in particolare gli organici dei servizi sociali e della tutela nonché il sistema della giustizia minorile, che pur essendo un punto di riferimento a livello europeo, deve però fare i conti con la scarsità delle risorse impiegate, a cominciare da un numero di assistenti sociali gravemente insufficiente in larga parte d'Italia.
Ci auguriamo altresì che la Commissione d'inchiesta sappia opportunamente valorizzare gli esiti delle precedenti verifiche su questi stessi temi, al fine di evitare inutili ridondanze. In tal senso, offriamo fin da ora ampia disponibilità per specifiche audizioni sul tema.
Per info:
Agevolando - Silvia Sanchini
Cismai - Roberta Zampa
Cnca - Mariano Bottaccio
Cncm - Giovanni Tagliaferri
Sos Villaggi dei Bambini Italia - Valeria Sabato
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Adolescenti da far crescere dopo il Covid-19 – Di G. Maiolo, psicoanalista
https://www.ladigetto.it/
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Una nuova rete territoriale interdisciplinare a supporto degli asili nido e dei micro-nidi e nuove formule per sostenere la genitorialità nelle famiglie con bambini da zero a 3 anni, con un’ottica di prevenzione della violenza sui minori. Dall’impegno di ATS Città Metropolitana di Milano e Terre des Hommes nasce NidoInsieme.it, un portale d’informazione per genitori e di formazione per gli operatori dei servizi alla famiglia che intende promuovere il benessere e la cura dei bambini più piccoli, finanziato da Regione Lombardia. I contenuti saranno continuamente arricchiti dagli esperti della nuova rete, costituita anche da cinque ASST del territorio metropolitano, due Comuni (Milano e Magenta) e Azienda Futura del Comune di Pioltello. I primi video disponibili su NidoInsieme.it si focalizzano sull’emergenza Covid, per offrire delle risposte autorevoli ai più comuni dubbi e insicurezze legati alla salute e il benessere dei bambini.
"La tutela della salute dei bambini e dei loro genitori è tra gli obiettivi primari di ATS Città Metropolitana di Milano”, spiega la dottoressa Rossana Giove, Direttore Socio Sanitario dell’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano. “Questo progetto si inserisce nell’impegno continuo che l’Agenzia esercita di promozione del benessere dei più piccoli attraverso interventi a sostegno della genitorialità e per la formazione degli educatori delle scuole per l’infanzia. Il progetto si colloca nel quadro più ampio delle Politiche per la Famiglia e si configura come un’iniziativa per la promozione del benessere, la prevenzione delle situazioni di disagio infantile e la protezione dei bambini che frequentano gli asili nido e i micro nidi del territorio di ATS Città Metropolitana di Milano, in attuazione della Legge Regionale n. 18 del 2018 ‘Iniziative a favore dei minori che frequentano i nidi e i micronidi’”.
“NidoInsieme avvia un lavoro di rete favorendo un’attiva collaborazione e partecipazione al partenariato da parte di Comuni, Enti del terzo settore, ASST, autorità competenti”, aggiunge il dottor Aurelio Mosca, psicologo, Direttore del Dipartimento Programmazione per l’Integrazione delle Prestazioni Sociosanitarie con quelle Sociali (PIPSS) di ATS Città Metropolitana di Milano. “Il progetto è volto a dare coerenza ai diversi interventi a favore della prima infanzia che verranno proposti e realizzati dalle molteplici realtà che operano nel territorio metropolitano al fianco delle famiglie e dei bambini. Si svilupperà sul piano della prevenzione, individuando i segnali di disagio, potenziando e realizzando azioni informative e formative rivolti ad operatori e famiglie. In quest'ottica favorirà lo scambio di informazioni e di buone prassi, come pure garantirà la diffusione di campagne informative e forme di assistenza ai minori vittime e alle loro famiglie. Sosterrà la diffusione di interventi di protezione e tutela nei casi di violenza, con caratteristiche di qualità e innovative. Ciò anche attraverso l'adozione di protocolli che impegneranno le Istituzioni a lavorare in rete e con un approccio multidisciplinare".
“Il sostegno alla genitorialità è fondamentale perché è proprio all’interno delle famiglie che si possono manifestare comportamenti disfunzionali nei confronti del bambino che, se non debitamente contenuti e guidati, possono sfociare in violenza e maltrattamenti”, sostiene la dottoressa Federica Giannotta, Responsabile Progetti Italia di Terre des Hommes. “Nel sito NidoInsieme.it esperti pediatri e psicologi parleranno dei rischi di patologie poco conosciute come la discuria, l’ipercura o della Shaken Baby Syndrome e saranno presentati alcuni servizi innovativi presenti sul territorio a sostegno delle neomamme o nel riconoscimento e prevenzione dei casi di abusi o violenza che abbiamo contribuito a far nascere, come lo sportello Timmi all’interno dell’ospedale Buzzi”.
Al progetto, finanziato da Regione Lombardia, collaborano ATS Città Metropolitana di Milano, Terre des Hommes, Comune di Milano, Comune di Magenta, Azienda Speciale Servizi alla Persona e alla Famiglia Futura del Comune di Pioltello, ASST Fatebenefratelli Sacco, ASST Melegnano Martesana, ASST Ovest Milano, ASST Nord Milano, ASST Rhodense.
Lo scopo del portale NidoInsieme.it è informare i genitori con figli da zero a 3 anni d’età su argomenti come l’alimentazione più corretta per i bambini di quella fascia d’età, le regole da dare, come interpretare correttamente i comportamenti dei bambini, la gestione delle emozioni, la scelta del nido e rispondere ai frequenti dubbi come ad esempio l’opportunità o meno di fare uso di device elettronici. Una sezione del sito sarà dedicata alla formazione a distanza degli operatori dei nidi e micro nidi e alla promozione delle buone prassi.
Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 67 paesi con 816 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano - Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it
Per maggiori informazioni e richiesta di interviste:
Rossella Panuzzo, Ufficio stampa Terre des Hommes
Jacopo Salvadori, Ufficio stampa ATS Città Metropolitana di Milano,
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Qualche numero sul rapporto tra social network e adolescenti
https://www.wired.it/
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15 luglio, Torino. Oggi si celebra la giornata mondiale delle capacità dei giovani, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014 con lo scopo di sensibilizzare e far riflettere sull'importanza di investire nei giovani e sul loro impegno attivo e concreto, al fine di ridurre il più possibile le disuguaglianze sia di accesso alla formazione di base e di specializzazione, sia di entrata nel mercato del lavoro.
Dalla ricerca “Il disagio giovanile nelle periferie” promossa nel 2019 dall’Arcidiocesi di Torino, a cura di Mauro Zangola, emerge che a Torino i Quartieri che fanno registrare la più alta presenza di giovani sono anche quelli dove si registrano i più alti tassi di disoccupazione e la maggior presenza di NEET, cioè di giovani fuori dal mercato del lavoro e dall’istruzione. Falchera, Aurora, Barriera di Milano, Regio Parco e Mirafiori Sud sono i quartieri in cui è maggiore il disagio giovanile. Ciò che si evidenzia è che i quartieri in cui i giovani hanno più difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro sono gli stessi in cui gli adulti hanno un livello di istruzione più basso. L’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte interviene in questa Giornata per sollecitare la Rete dei servizi ad una più intensa collaborazione, l’unica via efficace per contrastare i circuiti di povertà e deprivazione, e le istituzioni a fornire più risorse perché ciò diventi la normalità e non una buona eccezionale pratica.
Antonio Attinà (Vice Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte) afferma: “L’accesso al mercato del lavoro diventa sempre più difficile per chi non ha sviluppato specifiche competenze e abilità. Il rischio che si corre, con investimenti inadeguati per fronteggiare le disuguaglianze anche in questo ambito, è quello di condannare i giovani a divenire i futuri adulti poveri. Compito delle Istituzioni, in sinergia con il settore privato, è quello di garantire il diritto allo studio, abbattendo gli ostacoli che rendono difficoltoso l’accesso al mondo della formazione fornendo gli strumenti necessari per affrontare il percorso scolastico. Il voucher scuola della Regione Piemonte, ad esempio, è una misura importante, ma non sufficiente. Occorre sostenere i giovani e le famiglie durante tutto il processo formativo, offrendo corsi professionali regionali, tirocini o stage retribuiti, aumentare l’offerta formativa e di attività educative mirate che consentano di accrescere quelle competenze cosiddette “smart” e digitali”.
Focus dei servizi sociali è il contrasto di due fenomeni attuali e multidimensionali: la povertà educativa e la dispersione scolastica.
“Il mondo della scuola, insieme a quello dei Servizi sociali e alle famiglie, - racconta Chiara Biraghi (consigliere dell’Ordine regionale nonché assistente sociale presso un servizio sociale del biellese) - a causa del Covid-19 è stato costretto a far fronte a numerose sfide, una di queste la didattica a distanza. La DAD ha colto tutti impreparati: i diversi sistemi hanno dovuto implementare la loro collaborazione. I Servizi, affinché nessuno restasse indietro, hanno immediatamente rimodulato le loro attività, gli assistenti sociali sono stati di frequente sentinelle attente per intercettare i bisogni e ridurre le difficoltà, economiche, linguistiche e digitali di ogni famiglia”.
Una recente indagine Istat mostra un quadro non facile: il 14,3% delle famiglie con almeno un minore non possiede computer o tablet, e solo nel 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. E anche qui il grado d’istruzione influisce: nelle famiglie mediamente più istruite (in cui almeno un componente è laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della metà i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare. Solo per il 22,2% delle famiglie è disponibile un computer per ciascun componente.
“Per far fronte a questa drammatica realtà - aggiunge Carmela Francesca Longobardi (consigliera dell’Ordine piemontese e referente di progetti d’innovazione sociale presso un’impresa sociale) - il Terzo Settore ha tentato, insieme ai servizi sociali e ai territori, di fornire delle risposte creative e pratiche, grazie alla messa a disposizione, tramite bandi, di ben 24 milioni da parte delle Fondazioni bancarie piemontesi. Diviene sempre più importante consultare le comunità, co-progettando con loro mediante l’uso di strumenti partecipativi, al fine di immaginare soluzioni diverse a bisogni che si fanno più complessi. Non va dimenticato il fenomeno dei ritirati sociali. Soprattutto nelle situazioni più gravi, è necessario uscire dal virtuale per agganciare le famiglie nei luoghi in cui elle vivono”.
Antonio Attinà conclude: “Il virus è stato definito “democratico” e ha toccato tutti, indistintamente; alcune famiglie, le più fragili, hanno sofferto maggiormente l'impatto del lockdown compreso non poter accedere ai diversi servizi offerti normalmente dalla scuola e dalle istituzioni. Può essere utile un maggior coinvolgimento di tutte le forze sociali sul tema delle politiche del lavoro giovanili affinché si possa creare una sinergia ancora più strutturata che possa immaginare e sostenere progetti innovativi, finalizzati all'empowement dei giovani e all’acquisizione di competenze formali ed informali necessarie per l’ingresso nel mercato del lavoro, ed in questo noi siamo assolutamente disponibili”.
Carmela, Francesca Longobardi - Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass-media / tel: 333.4896751
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Gli adolescenti e la violenza di genere online
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Adolescenti troppi social e poco sport. Il report Oms
https://www.salutebuongiorno.it/
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Il cervello adolescente: tra fragilità e potenzialità
https://www.stateofmind.it/
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Osservatorio Terre des Hommes e ATS Milano sugli studenti della Città Metropolitana ai tempi del Covid
8 ragazzi su 10 chiedono più attenzione alle esigenze dei giovani
“La scuola è fatta da persone e senza di esse non può definirsi tale”: una sintesi folgorante che contiene tutti i disagi e le preoccupazioni degli studenti italiani in questa fine dell’anno scolastico. È il commento di uno degli oltre 500 studenti delle scuole superiori della città metropolitana di Milano che hanno partecipato all’indagine online “Essere Studenti ai tempi del Coronavirus” lanciato da Terre des Hommes assieme alla rete di EducaPari, il programma di peer education e il programma Food Game di ATS Milano Città Metropolitana. Condotto nel mese di maggio, questo sondaggio segue quello realizzato su scala nazionale e raccoglie le opinioni degli alunni delle scuole milanesi sul periodo del lockdown e le loro proposte per la riapertura della scuola a settembre.
“La città metropolitana di Milano è stata una delle zone più colpite dall’emergenza Covid-19, per questo ci è sembrato importante capire l’impatto, soprattutto emotivo, che ha avuto sugli studenti” dichiara Manuela D’Andrea, responsabile del progetto Network Indifesa di Terre des Hommes in partnership con Associazione Kreattiva. “Da anni, con il nostro Osservatorio e la rete di webradio Indifesa, ascoltiamo le voci degli adolescenti su argomenti cruciali, come gli stereotipi e le discriminazioni di genere, bullismo e violenza on line. Soprattutto, attraverso il Network, incoraggiamo la piena partecipazione e il protagonismo dei ragazzi nei processi decisionali che li riguardano da vicino. Purtroppo, quest’ultima indagine ci conferma che i ragazzi non si sentono considerati a sufficienza da chi prende le decisioni: infatti solo il 15,6% degli intervistati pensa che le loro esigenze siano state prese in considerazione in questo periodo di emergenza Covid”.
“Sono stati mesi difficili ma hanno rafforzato ognuno di noi in modo diverso”
Nei mesi della chiusura la salute psicologica dei ragazzi milanesi è stata messa a dura prova. 3 studenti su 4 si sono sentiti soli e la cosa che è mancata di più è vedere gli amici (81%), andare a scuola (45%) e fare sport (38,4%). La convivenza in famiglia è andata bene o molto bene per più di 8 ragazzi su 10. Ma tra chi ha risposto “male” (il 14%), quasi la metà lo ascrive al cattivo rapporto con i genitori e il 39% alla mancanza di privacy. Il 30% si lamenta degli spazi troppo stretti in casa e il 26% dei litigi tra i genitori. 6 ragazzi su 10 dicono di essersi sentiti stressati, quasi 1 su 3 è stato triste, ansioso o confuso. Non manca però chi si è sentito felice (14,2%), tranquillo (15,6%) e fiducioso (15,2%). La metà dei ragazzi e delle ragazze afferma che questa emergenza li ha resi più consapevoli di ciò che accade attorno, un quarto dice di sentirsi più maturo o responsabile. Il 20% invece non si sente cambiato.
"Riteniamo queste risposte molto significative per comprendere meglio l'impatto emotivo che ha avuto questo periodo di lockdown sui nostri giovani", dichiara Nicola Iannacone, responsabile del programma Educapari di ATS Città Metropolitana di Milano. "Questa fase di ascolto è particolarmente importante per riuscire a coinvolgere sempre più ragazzi del nostro territorio per una promozione attiva della salute. Tale lavoro rientra fra le attività previste nel protocollo d'intesa siglato con Terre des Hommes".
“Dovrebbero darci più libertà per imparare seguendo noi stessi, non numeri di pagine, cosicché gli insegnanti siano guide e compagni più che robot alla cattedra”
Passando all’esperienza della didattica a distanza (DAD), più del 10% afferma di non essere riuscito a seguire le lezioni a distanza e il 30% non è riuscito comunque a seguire tutte le lezioni. Spesso la condivisione forzata dei dispositivi ha ostacolato gli studenti, dato che il 18% degli intervistati non possiede un pc e tablet personale per seguire la didattica. A più di 6 ragazzi su 10 è mancato soprattutto il rapporto con i compagni, mentre solo il 12% ha menzionato la mancanza del rapporto con gli insegnanti. Docenti che per il 47% degli intervistati non erano adeguatamente preparati per offrire una DAD di qualità. Non solo, anche dal punto di vista umano, quasi la metà degli studenti milanesi sentono di non aver ricevuto dagli insegnanti il necessario aiuto a comprendere e vivere meglio un momento così particolare.
Come strumento didattico però la DAD non è condannata tout-court: quasi la metà dei rispondenti la considera utile per supportare la didattica tradizionale in futuro e vede favorevolmente un mix di lezioni in presenza e online per gestire la ripresa scolastica a settembre se fosse ancora necessario mantenere il distanziamento. Uno studente su 3 invece preferirebbe i turni con classi più piccole e 1 su 4 lezioni solo online.
“Ho imparato il valore dell'attività fisica quotidiana e quello di una sana alimentazione, credo che questi mi abbiano permesso una crescita maggiore in questo periodo e che quindi li porterò avanti anche dopo l'emergenza Covid”
Ma cosa è cambiato per gli altri aspetti della vita quotidiana? Per un ragazzo su 3 lo stare sempre a casa ha peggiorato la propria alimentazione, mentre il 25% circa la ritiene migliorata. Le serie e i film sono stati il passatempo più gettonato per 6 ragazzi su 10, più della metà ha passato parte del suo tempo libero nelle chat e videocall con gli amici. La lunga permanenza sulla rete ha portato 3 ragazzi su 10 a sentirsi più esposto ai pericoli online e la metà dei ragazzi ritiene che i fenomeni di cyberbullismo e sexting siano aumentati, anche se solo il 4% dichiara di aver subito atti di cyberbullismo, trolling e sexting.
La chiusura ha significato per il 26% degli studenti la completa inattività fisica, mentre il 45,5% ha trovato nuovi modi (allenamenti online, tutorial, app) per fare sport. Il lockdown ha significato per molti la scoperta di nuovi hobby, spesso attività tradizionali che la frenesia del vivere cittadino aveva messo in secondo piano. Il 36% ha scoperto come nuovo hobby la cucina, il 18% la musica e 16,4% la lettura.
“Ho compreso profondamente che la nostra società ha bisogno di una radicale rivoluzione per fronteggiare una crisi che sarà molto più devastante e che colpirà soprattutto noi giovani in futuro, la crisi climatica”.
IL NETWORK INDIFESA E L’OSSERVATORIO SUGLI ADOLESCENTI ITALIANI
Da due anni Terre des Hommes, assieme all’associazione Kreattiva, ha dato vita al Network indifesa, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. La rete, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, ha stimolato ndo gli studenti degli istituti secondari di secondo grado a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere. Dopo essere stata ospite dell’ultimo Radio City Milano, adesso Radio indifesa si è estesa a tutto il territorio nazionale grazie anche al finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di BIC® e BIC Foundation. Al network hanno già aderito 12 WebRadio di tutto il territorio nazionale. Per info: www.networkindifesa.org
Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 67 paesi con 816 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano - Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it
Per maggiori informazioni e richiesta di interviste:
Rossella Panuzzo, Ufficio stampa Terre des Hommes
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Covid-19 e distanziamento fisico: salute mentale degli adolescenti a rischio
https://www.peopleforplanet.it/