- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
La Psicoterapia on line con gli Adolescenti
https://www.stateofmind.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Adolescenza e umore instabile ai tempi del Covid-19. Cosa fare?
https://www.diregiovani.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Comunicati
1 giugno, Torino. Si festeggia la Giornata Mondiale dei Genitori, istituita nel 2012 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per ricordare che i genitori sono i primi autentici educatori dei bambini. Quest’anno la Giornata acquisisce un significato particolare perché l’emergenza sanitaria, che ha colpito pesantemente il Piemonte, ha alterato la vita delle famiglie, dei bambini, dei ragazzi e dei genitori, colpendo tutte le sfere della loro vita personale.
L’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte interviene per chiedere politiche sociali e azioni mirate volte al rafforzamento dei processi di sostegno alla genitorialità ed alla famiglia, nelle sue diverse e molteplici forme ed espressioni.
“L'emergenza – afferma Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte) - ha amplificato e acuito le difficoltà legate al rapporto genitori-figli, a causa della perdita o mancanza di lavoro di uno o entrambi i genitori, alle criticità legate alla conciliazione cura familiare-lavoro, alla riduzione del reddito e allo sforzo di proiettarsi in un futuro ancora più incerto. Non deve inoltre essere sottovalutata la complessità a cui i bambini e i giovani sono stati sottoposti: improvvisamente le misure di contenimento dell’emergenza li hanno privati della socialità tra pari tipica del mondo scolastico, del mondo sportivo ed associativo. La nostra professione ci porta a stare accanto ai genitori con i quali avviamo processi di aiuto e percorsi di sostegno relazionale e/o materiale con il supporto della rete dei servizi socio sanitari ma non possiamo sottovalutare l’importanza, in questo periodo, di trovare il modo di aiutarli a spiegare ai figli, in modo adeguato al loro grado di comprensione e alla loro maturità emotiva, ciò che sta avvenendo intorno a loro. Soprattutto in un periodo di tensione e di perdita di riferimenti come la scuola, non ricevere spiegazioni dagli adulti, rischia di generare un'ansia ancora maggiore".
Simona Passanante, consigliera dell’Ordine regionale nonché assistente sociale presso servizi sociali di territorio, aggiunge: “Come Ordine degli Assistenti Sociali vogliamo rappresentare quanto contemplato negli art 11, 12 e 39 del nuovo Codice Deontologico, ovvero sollecitare scelte politiche “finalizzate al miglioramento del benessere sociale e della qualità di vita dei membri delle comunità maggiormente esposti a situazioni di fragilità, vulnerabilità o a rischio di emarginazione”, e di fungere da grimaldello perché si attuino le innovazioni e i cambiamenti strutturali necessari affinché il complesso sistema dei servizi sociali e socio sanitari diventi più efficace, più equo e più capace di utilizzare in modo integrato le risorse del settore pubblico e del terzo settore. Chiediamo alle istituzioni politiche sociali ed azioni mirate volte al rafforzamento delle risorse umane e sociali, che consentano ai servizi preposti di attivare processi di sostegno alla genitorialità in senso ampio, tenendo conto del fatto che gli effetti della precarietà e dell'incertezza saranno ancor più tangibili nel lungo periodo. La circostanza sanitaria ha richiesto impegno, spirito di inventiva e sforzi non indifferenti per gli assistenti sociali dei servizi sociali che in quanto servizi essenziali ed indifferibili hanno continuato a lavorare silenziosamente ed ininterrottamente, garantendo interventi necessari ed una vicinanza che seppure diversa ha costituito una importante àncora a cui aggrapparsi per tanti genitori e per tanti bambini”.
Quanto sta accadendo in queste ultime settimane, ci consente di immaginare che nel dopo-covid gli assistenti sociali si troveranno di fronte a nuove domande di aiuto di genitori resi ancor più fragili dalle circostanze di emergenza. Per tale motivo il sistema dei servizi a sostegno dei cittadini deve essere rafforzato con investimenti strutturali.
Rosina conclude: “Il nuovo Codice Deontologico entra in vigore proprio oggi e in questa nuova versione si precisa, rispetto alla genitorialità, quanto già presente nei principi professionali che non discriminano le persone in base alle loro scelte: l’assistente sociale riconosce le famiglie, nelle loro diverse e molteplici forme ed espressioni, nonché i rapporti elettivi di ciascuna persona, come luogo privilegiato di relazioni significative. Anche in questa prospettiva è importante che nessuno sia lasciato indietro e che le diverse espressioni di genitorialità siano appieno riconosciute”.
Carmela, Francesca Longobardi – Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass media – Ordine Assistenti sociali Piemonte / tel. 333.4896751
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Decreto Rilancio? Troppo timido su bambini e famiglie
http://www.vita.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Didattica a distanza, nuove responsabilità: dirigenti, docenti e genitori devono vigilare sul corretto utilizzodei dispositivi informatici
https://www.orizzontescuola.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Comunicati
In merito all emergenza Covid e alla realtà delle strutture di accoglienza , socioeducative e comunità terapeutiche per minori , si sta sollevando la questione , in prospettiva e in un' ottica di lungimiranza , questione "spinosa" , delicata ( ma tuttavia doverosa, da porsi) dei permessi relativi ai rientri a casa dei pazienti/ospiti minori e successivo rientro in Struttura perlomeno di quelli intraregione ( sulle visite dei familiari e sulla possibilità di fare dei piccoli gruppi in un qualche modo un apertura , con tutte le doverose accortezze del caso , c è stata, ma ancora è poco in quanto prevista solo come residuale ). Mi spiego:
La questione che si vuole porre , evidenziata alla fine di questo messaggio , come detto, concerne in particolar modo il tema dei rientri, dietro permesso, a casa. Questione da porsi, in prospettiva, nei prossimi mesi, giusto per essere lungimiranti, a meno che si vogliano assimilare queste Strutture a "Strutture di custodia" o involontariamente prefigurare, si passi la battuta, una sorta di "sequestro di persona". Non si danno soluzioni esaustive , ma l'intento è di sollevare la questione. Infatti:
1) l' ultimo decreto Conte prevede il ricongiungimento con i congiunti
2) in materia di sanità ha "parola ultima" la Regione.
3) Sulla questione rientri brevi dei pazienti c/o famiglie , nessuno finora si è chiaramente espresso ne regioni, ne ministero Sanità
4) Le Strutture per minori ( case famiglia , comunità terapeutiche) non sono luoghi di custodia
5) Allo stato i pazienti possono andare a casa qualora sospendano il programma o lo interrompono. E' l unico modo al momento per poter rientrare a casa, il che mi sembra alquanto paradossale. La Struttura non può permettere, ma il paziente ( o la famiglia) , giustamente, può decidere di interrompere un programma
6) la questione è studiare quale sia un protocollo che permetta , dopo un autorizzazione della Comunità ad un minore di rientrare a casa, per poi far rientro in Comunità, secondo criteri di sicurezza (tamponi/ test sierologici prima e dopo?)
7) Ad ora la cosa non è stata pensata poichè le varie ordinanze regionali e del ministero della sanità, non solo sono precedenti all' ultimo DPCM CONTE, ma sono state contemplate avendo in testa, in linea di massima , gli ospedali e le grandi organizzazioni ( io in un ospedale entro, ed esco quando sono guarito; ovvero non è contemplato in un programma ospedaliero il rientro a casa, se non quando sono stato dimesso. ). Il risvolto , di questa chiusura forzata, e' che si mettano a rischio rapporti terapeutici di fiducia costruiti faticosamente , con rischio concreto di drop-out. L altra aberrazione è questa : gli operatori possono andare a casa e tornare a lavorare in comunità . Per i pazienti questo non è valido . Si ravvisa in ciò uno sbilanciamento sottilmente pericoloso. È come se si partisse da un assunto implicito che le famiglie dei pazienti/ospiti , siano per definizione, sempre e comunque, famiglie scellerate. ...
Ecco quello che in maniera più articolata , prendendo spunto da alcune associazioni di categoria che hanno preparato due documenti ( che si allegano) e che si sono poste il problema ( Associazione per le Comunità Mito e Realtà , Fenascop , ecc) voglio porre alla Sua attenzione:
RIENTRI A CASA
Dal momento che nel DPCM 26 aprile us, vengono considerati come necessari gli spostamenti per incontrare i congiunti, si chiedono chiarimenti , per mezzo delle singole Regioni, in merito ai protocolli per la gestione dei permessi a casa e di rientro poi in comunità ( test in uscita e test al rientro?)
Difatti i permessi a casa - salvo un “abbandono” o sospensione del programma da parte del paziente o della famiglia → nei casi dei minori, laddove sono i genitori a detenere la responsabilità genitoriale - sono parte integrante del programma comunitario che non nasce con fini custodialistici e che prevede un’ aderenza volontaria del paziente al progetto terapeutico/riabilitativo.
Incontri e procedure nelle strutture residenziali – Comunità Terapeutiche per minori di età/adolescenti -
tra famiglie soggetti adulti e minorenni adolescenti a seguito Emergenza Coronavirus (COVID-19)
(clicca sul link per leggere il documento)
GESTIONE FASE 2 - OSSERVAZIONI E PROPOSTE A INTEGRAZIONE
(clicca per leggere il documento)
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Rap, trap ed espressione della rabbia
https://www.stateofmind.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Comunicati
OSSERVATORIO TERRE DES HOMMES E SCUOLAZOO: NON CONVINCE LA DIDATTICA ONLINE.
PER 6 MATURANDI SU 10 LA QUALITÀ DELL’APPRENDIMENTO È A RISCHIO.
Per far fronte all’emergenza coronavirus gli adolescenti italiani hanno dovuto reinventare il proprio tempo, fare i conti con la didattica a distanza e misurarsi con piattaforme virtuali per mantenere i legami affettivi. Ma quali sono i loro umori e le loro opinioni? 1 ragazzo su 2 dichiara che l’isolamento lo ha fatto sentire triste e sulla didattica a distanza hanno le idee chiare: c’è da lavorare sulla qualità dell’apprendimento. È quanto mettono in luce i risultati dell’Osservatorio “La scuola digitale per la Generazione Z” di Terre des Hommes e ScuolaZoo sull’impatto dell’emergenza covid-19 sugli adolescenti italiani.
Milano, 4 maggio 2020 – L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo”, recita una celebre dichiarazione di Nelson Mandela. Eppure, la didattica a distanza messa a punto non senza difficoltà per rispondere all’emergenza coronavirus, sta facendo emergere disuguaglianze e isolamento didattico mettendo, di fatto, a repentaglio il diritto allo studio e l’accesso ad un’istruzione di qualità. Sebbene il 97,8% degli studenti intervistati abbia seguito le lezioni online, solo il 10% crede che questo abbia migliorato la qualità dell’apprendimento mentre per il 42,4% è peggiorata. 7 ragazzi su 10 ritengono di ricevere un carico maggiore di compiti e il 60% teme che gli insegnanti non riusciranno a concludere il programma entro la fine dell’anno scolastico. Tuttavia, il 58% crede che la chiusura delle scuole non influenzerà in modo decisivo il voto in pagella. È questa la fotografia scattata da Terre des Hommes e ScuolaZoo attraverso i risultati dell’indagine online “La scuola digitale per la Generazione Z”, a cui hanno partecipato e risposto 5.000 studenti delle scuole secondarie italiane per raccontare l’impatto che l’emergenza Covid-19 sta avendo sugli studenti e quali scenari futuri si aspettano i ragazzi.
Un focus speciale è stato dedicato ai maturandi che, stando ai dati, sembrano essere la fascia di studenti più preoccupati per la situazione attuale e per il loro futuro. Quasi il 60%, infatti, pensa che la didattica a distanza abbia peggiorato la qualità dell’apprendimento, mentre il 75% dichiara di ricevere una mole di lavoro individuale maggiore ed è convinto che il programma non verrà completato. Inoltre, 1 maturando su 2 è preoccupato del fatto che tutto questo possa notevolmente influenzare il risultato finale dell’esame.
E quando ai ragazzi si chiede se pensano che la didattica a distanza avrà un futuro anche nella fase2 dell’emergenza, ritengono – e probabilmente sperano – che la scuola tornerà presto alla normalità, abbandonando il sistema della didattica online. Solo una minoranza (due studenti su 10) pensa che anche quando si tornerà alla normalità, la didattica a distanza potrebbe avere una qualche utilità.
Allargando poi lo sguardo a come i ragazzi hanno vissuto questi mesi di quarantena forzata, ai loro nuovi hobby scoperti in casa e a come sono cambiate le loro abitudini, dall’Osservatorio di Terre des Hommes e ScuolaZoo emerge che i ragazzi vogliono tenersi informati sulla crisi sanitaria e lo fanno soprattutto attraverso la tv (88%) e siti online di news (58%).
I canali tradizionali battono quindi i social network, che rimangono però i canali più utilizzati per mantenersi in contatto. Nonostante, infatti, il fiorire di nuovi software per organizzare videochiamate, Whatsapp e Instagram restano i preferiti. Inoltre, si scopre che, la generazione più “social” di tutte stia sfruttando l’occasione per dedicarsi anche ad altri hobby: il 73% guarda cinema e serie tv, il 52% ha iniziato a giocare agli e-sport e il 42% ha scoperto la passione per la cucina.
Guardando al futuro, però, il 62% degli studenti dichiara che non continuerà a incontrare gli amici via chat e più di 1 su 3 che abbandonerà le abitudini prese in isolamento. Di fondo, infatti, un ragazzo su due (48% del campione intervistato) ha dichiarato che l’isolamento sociale lo ha reso più triste, solo una piccola minoranza (il 4%) invece si è sentita più felice.
“Il benessere dei bambini e dei ragazzi è la ragione d’essere di Terre des Hommes e in un momento così difficile siamo più che mai interessati a conoscere la loro opinione. Per questo motivo abbiamo deciso di unire le forze con ScuolaZoo e ascoltare dalla voce dei ragazzi come stanno vivendo questo periodo e come si aspettano il futuro”, - dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Progetti Italia di Terre des Hommes. “Tramite l’Osservatorio e il nostro progetto Network Indifesa vogliamo portare la loro voce direttamente presso le istituzioni che si debbono occupare del loro benessere. Preoccupa infatti il loro stato d’animo a due mesi di lockdown, ma soprattutto l’insoddisfazione generale per la didattica a distanza, e la preoccupazione per il rendimento scolastico futuro. Sicuramente sono aree su cui le istituzioni dovranno lavorare nei prossimi mesi, se non vogliamo abbassare ulteriormente le performance degli studenti italiani e il numero di ragazzi che completano il ciclo superiore di studi”.
“Stiamo attraversando questa fase con un grande senso di responsabilità, perché sappiamo di essere un punto di riferimento per gli oltre 10 milioni di studenti che ci seguono sui diversi canali. Proviamo a essere un loro compagno, tutti i giorni, pubblicando informazioni e news sul mondo della scuola e provando a intrattenerli con una serie di format innovativi e affini al loro linguaggio”, - commenta Francesco Marinelli, Direttore Editoriale di ScuolaZoo. “Per fare questo però dobbiamo ascoltare quotidianamente i ragazzi e indagare le loro opinioni su temi che li riguardano direttamente. Per questo siamo felici di essere da sei anni in partnership con Terre des Hommes, un movimento di fama mondiale che come noi ha a cuore i diritti dei più giovani”.
IL NETWORK INDIFESA E L’OSSERVATORIO SUGLI ADOLESCENTI ITALIANI
Da due anni Terre des Hommes, assieme all’associazione Kreattiva, ha dato vita al Network indifesa, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. La rete, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, ha stimolando gli studenti degli istituti secondari di secondo grado a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere. Dopo essere stata ospite dell’ultimo Radio City Milano, adesso Radio indifesa si è estesa a tutto il territorio nazionale grazie anche al finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di BIC® e BIC Foundation. Al network hanno già aderito 12 WebRadio di tutto il territorio nazionale. Per info: www.networkindifesa.org
Terre des Hommes e ScuolaZoo dal 2014 collaborano per raccogliere le opinioni dei giovani italiani attraverso l’Osservatorio Indifesa, amplificarle, promuovere iniziative per la difesa dei loro diritti e favorire il dialogo tra gli adolescenti e le istituzioni. Al sorgere dell’emergenza Coronavirus Terre des Hommes in Italia ha subito messo disposizione una Helpline di sostegno psicologico per medici e operatori sanitari, ha supportato con donazioni l’Ospedale Buzzi di Milano e un centro d’accoglienza temporaneo per bambini rimasti soli a causa del Covid-19. In questi giorni sta distribuendo alimenti e tablet per la continuità didattica dei ragazzi a famiglie bisognose. Nel mondo è rimasta al fianco di migliaia di bambini con la condivisione di materiale informativo per la prevenzione, video didattici e ricreativi, e avviando attività di formazione per gli operatori sociali e insegnanti. Fin dal primo giorno di emergenza ScuolaZoo ha creato un fitto palinsesto di iniziative per informare, sostenere nella didattica a distanza e a far divertire i ragazzi.
About Terre des Hommes
Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 67 paesi con 816 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano - Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it
Scopri di più:
Raffaele Di Staso, Media Relations
Gaia Marzo, Head of Corporate Brand
Rossella Panuzzo, Ufficio stampa Terre des Hommes
clicca sull'immagine per leggere il report
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Coronavirus, il pediatra: “La fase 2 sarà molto più complicata per bambini e adolescenti”
https://www.agrigentonotizie.it/
- Scritto da Ubiminor
- Categoria: Rassegna Stampa
Adolescenti al tempo del covid 19
https://ilformat.info/