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25 aprile: dalla Liberazione i valori di umanità sui quali si fonda la costruzione di comunità accoglienti.
Le mille storie di resistenza e di testimonianza degli aderenti al CNCA Lombardia
Milano, 18 aprile 2019 - Si avvicinano le celebrazioni del 25 aprile in un anno in cui la solidarietà, principio costituzionale, viene messa in discussione e svilita. Il Coordinamento Lombardo Comunità di Accoglienza ribadisce l'impegno delle 37 organizzazioni aderenti, dei 2mila soci e dei 1.800 lavoratori nel portare a compimento la propria missione di solidarietà verso gli oltre 120mila cittadini lombardi ai quali rivolge i propri servizi attraverso 450 strutture sul territorio.
Ecco le parole del presidente del CNCA Lombardia, Paolo Cattaneo:
"Resistenza e Cittadinanza" era il titolo dell’assemblea nazionale del CNCA del giugno 2006. Sono passati 13 anni da allora, ma il tema dei diritti e delle responsabilità, per la costruzione di comunità accoglienti, è sempre più centrale.
Il nostro futuro di Paese, di società, di organizzazioni che hanno a cuore la vita delle persone, la cura delle relazioni, la dignità del lavoro si fonda sui valori di umanità espressi dalla nostra carta costituzionale, frutto e spinta della lotta di Liberazione che le nostre madri e i nostri padri hanno saputo regalarci.
Un dono che teniamo caro e che trasmettiamo alle nuove generazioni, attraverso la testimonianza diretta e attraverso la raccolta delle mille storie di resistenza, che ci giungano dall’Africa come da Rogoredo, da Roma come da Calolziocorte, da un bimbo accolto in comunità come da un giovane impegnato in una startup.
Questo l'invito che il CNCA Lombardia invia a tutti i cittadini e che diviene monito alle istituzioni nelle sue diverse forme.
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Cyberbullismo, l’effetto negativo dei videogames on line
https://www.romasette.it/cyberbullismo-leffetto-negativo-dei-videogames-on-line/
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Minorenni soli alla frontiera: le raccomandazioni del garante dell'infanzia
https://riforma.it/it/articolo/2019/04/05/minorenni-soli-alla-frontiera-le-raccomandazioni-del-garante-dellinfanzia
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Il consiglio dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna desidera chiarire la propria posizione sul tema del counseling e informare la cittadinanza, al fine di tutelarla al meglio. La persona che necessita di un intervento psicologico professionalmente qualificato, infatti, rischia di trovarsi esposta all’operato di altre figure, come i counselor o i coach, che possono occuparsi soltanto di ambiti limitrofi a quello psicologico e non prevedono la garanzia di un controllo anche deontologico istituito per legge sul loro operato, come invece è previsto per gli psicologi regolarmente iscritti all’albo.
Va chiarito che il counseling - che letteralmente significa semplicemente “consulenza” - si configura come consulenza prettamente psicologica quando è un processo finalizzato ad aiutare a risolvere un problema di disagio o malessere o a prendere una decisione in un arco di tempo breve e delimitato. Può essere rivolto a una singola persona, ma anche a famiglie, comunità, enti, ecc. Comprende tutte le attività caratterizzanti il lavoro dello psicologo, come l’ascolto, la definizione del problema, la valutazione e l’empowerment necessari alla formulazione dell’eventuale, successiva, diagnosi o all’individuazione delle cause che determinano la problematica presentata.
Lo psicologo si pone l’obiettivo di sostenere, motivare, abilitare o riabilitare il soggetto, all’interno della propria rete affettiva, relazionale e valoriale, al fine anche di esplorare difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, fasi di transizione e stati di crisi anche legati ai cicli di vita, rinforzando capacità di scelta, di problem solving o di cambiamento. In tutti questi contesti, quindi, è importante che i cittadini si rivolgano a professionisti specializzati, al fine di tutelare al meglio la loro salute.
Per l’estrema delicatezza degli ambiti in cui ci si trova ad agire, è evidente che un cattivo intervento di counseling non è neutro e senza effetti, ma è dannoso e può anche essere molto pericoloso per la salute e il benessere delle persone. Lo psicologo affronta un percorso formativo lungo e qualitativamente adeguato, che non si esaurisce con il conseguimento del diploma di laurea. Per poter esercitare la professione occorre, oltre alla laurea magistrale in psicologia, effettuare un tirocinio della durata di un anno, sostenere un esame di Stato e iscriversi all’albo.
L’Ordine sottolinea che il counseling teso alla cura del benessere personale e alla promozione dell’equilibrio tra sé e l’ambiente circostante, anche dove non ci siano situazioni patologiche, sia di pertinenza della professione di psicologo, che con la legge 3/2018 è stata inoltre riconosciuta definitivamente quale professione sanitaria, ricordando la famosa definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un'assenza di malattia o di infermità".
Ufficio Stampa Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna
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«Giustizia riparativa per i minori: ago e filo tra vittima e reo»
http://ildubbio.news/ildubbio/2019/03/22/giustizia-riparativa-per-i-minori-ago-e-filo-tra-vittima-e-reo/
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Bullismo, lo psicologo: “Bambini e giovani sono arrabbiati”
http://www.dire.it/14-03-2019/308507-bullismo-lo-psicologo-bambini-e-giovani-sono-arrabbiati/
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19 marzo, Torino. Dentro la cornice del Teatro Nuovo, si celebrerà la Giornata Mondiale del Servizio Sociale 2019, promossa dalle organizzazioni internazionali ed individuata nel terzo martedì di marzo di ogni anno. Il titolo di quest’anno è “Promuovere l’importanza delle relazioni umane” e nella giornata si vuole porre l’attenzione sulla necessità di ulteriori azioni a salvaguardia di modelli relazionali sereni e consapevoli.
Il Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali del Piemonte ha organizzato l’importante iniziativa in collaborazione e con la partecipazione dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale, con il patrocinio della Società italiana di Servizio Sociale (SOCISS) e del Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali che parteciperà all’evento torinese con un rappresentante.
Il programma individuato per la celebrazione della giornata nella nostra Regione prevede un approfondimento in prospettiva interdisciplinare sui temi del servizio sociale anti-oppressivo: gli assistenti sociali piemontesi ritengono non rinviabile, in un’epoca caratterizzata da deficit democratico, la riflessione sulle strategie - in atto e in divenire - utili a dare voce agli oppressi.
Forniranno chiavi di lettura teoriche e metteranno in luce questioni aperte relatori esperti: Elena Allegri (docente di Sociologia e Servizio Sociale - Università del Piemonte Orientale), Norma De Piccoli (docente di psicologia sociale e psicologia di comunità - Università degli Studi di Torino), Irene Dionisio (direttrice Lovers Film Festival, regista), Barbara Fantino (responsabile area disabili, Unione Net Settimo), Elisa Fornero (assistente sociale del Progetto Neutravel), Laura Ghedini (assistente sociale CSSV), Gioacchino Orlando (assistente sociale - associazione Quore), Daniela Ostano (assistente sociale ASL Città di Torino), Claudio Pedrelli (Consiglio nazionale Assistenti sociali), Cristiana Pregno (assistente sociale), Luca Romano (assistente sociale e Presidente OOP Piemonte AsProc), Federico Sabatini (docente di linguistica inglese - Università degli Studi di Torino), Francesca Zaltron (docente di Sociologia dei processi di integrazione sociale - Università del Piemonte Orientale). Le università saranno inoltre presenti con Roberto Albano (presidente CdS Servizio Sociale - Università degli Studi di Torino) e Anna Rosa Favretto (presidente CdS Servizio Sociale e Politiche sociali - Università del Piemonte Orientale). La Regione Piemonte sarà presente attraverso la voce di Monica Cerutti (assessora ai Diritti) e Augusto Ferrari (assessore alle Politiche Sociali).
Prima delle conclusioni, a cura del Consiglio nazionale e del Consiglio regionale, sarà messo in scena lo spettacolo teatrale “Figlie dell’epoca – Storie di (alcune) donne della grande guerra”, con l’attrice Roberta Bigiarelli.
Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistente sociale Piemonte) precisa il senso dell’iniziativa: «Gli oppressi sono tutti coloro che si sentono privati della libertà di essere chi sono, si sentono sopraffatti, messi a tacere, non riconosciuti, vittime di soprusi, che sono privi – o privati – di diritti riconosciuti. Il 19 marzo si parlerà di bambini, membri della comunità LGBTQI, persone con disabilità, persone con una malattia, per proporre solo alcuni tra gli esempi possibili. Interessante la sollecitazione della professoressa De Piccoli, quando afferma che “siamo dinnanzi ad una contrazione dell’io personale e anche professionale”. Si rifletterà su quanto i ruoli sociali e professionali possano risultare schiacciati da una imperante burocratizzazione delle istituzioni e organizzazioni, da una legislazione e una normativa che rischiano di ridurre le professioni a meri esecutori di protocolli standardizzati, da un sentire collettivo che sembra escludere l’altro nelle sue caratteristiche e peculiarità. Siamo quindi tutti potenziali vittime dell’oppressione. Cosa fare quindi?».
«Dobbiamo assumerci alcuni obblighi, anche di carattere etico, - dichiara Rosina - per essere cittadini consapevoli e professionisti competenti. Innanzitutto per contribuire a contrastare i fenomeni di apatia e disaffezione alla politica e alle istituzioni dando sostegno e linfa a movimenti sociali di protesta, quali quello femminista, ambientale e pacifista. Non bisogna concorrere, neanche inconsapevolmente, a supportare dinamiche sociali, culturali ed economiche che creano povertà, emarginazione, disuguaglianza. Occorre riconoscere che la relazionalità non può essere reputata opzionale o poco importante, e riflettere su come viene agito il potere nelle relazioni di aiuto».
«Gli assistenti sociali - conclude Rosina - sono continuamente impegnati, all'interno delle proprie organizzazioni, in un’attività di sensibilizzazione sul significato del tempo: dobbiamo ristabilire il senso ed il valore del tempo dell'ascolto e dell'accoglienza. In assenza del giusto tempo, del riconoscimento delle competenze, si rischia di sostituirsi alle persone, depotenziando le loro capacità e riducendo l’autodeterminazione e, quindi, agendo in ottica oppressiva».
Carmela, Francesca Longobardi - Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass-media / tel: 333.4896751
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Preoccupazione per l’immagine corporea ed esiti del trattamento in adolescenti con anoressia nervosa
https://www.stateofmind.it/2019/03/immagine-corporea-esiti-cbte/
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La Giornata Internazionale della Donna, in Italia comunemente conosciuta come Festa della Donna, ha compiuto nel 2009 il suo primo centenario. La prima Giornata Nazionale della Donna fu festeggiata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti, su invito del Partito Socialista Americano, che aveva designato questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che nel 1908 avevano rivendicato migliori condizioni di lavoro. L’anno successivo la ricorrenza arrivò anche nel Vecchio Continente: in occasione del Congresso di Copenaghen, si decise di istituire la Giornata Internazionale della Donna, per promuovere i diritti delle donne e contribuire alla campagna in favore del suffragio universale.
L’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte prende parola per ricordare la forte connotazione politica della Giornata.
«In un’epoca storica – afferma Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti sociali del Piemonte) – in cui si stanno facendo passi indietro rispetto al ruolo delle donne, alla violenza di genere, alle responsabilità genitoriali, occorre presidiare con più attenzione e rinforzare le azioni volte a contrastare l’uso di modelli solo apparentemente neutri. Solo per fare un esempio tra i tanti possibili, in fatto di misure di conciliazione bisogna considerare quale sia il loro impatto sui ruoli di genere e non solamente valutare la loro efficacia nel far fronte a necessità contingenti. Alcuni studi dicono chiaramente che una maggiore condivisione dei compiti di cura in famiglia produce un guadagno di salute per le donne del 26%».
Carmela Francesca Longobardi, consigliere dell’Ordine regionale nonché coautrice del romanzo “Non sono come tu mi vuoi” che racconta una storia di violenza di genere, dichiara: «Siamo dinnanzi ad una ri-genderizzazione dei ruoli maschili e femminili, ad un ritorno a ruoli sessuali di tipo tradizionale. Ed è anche per questo che è importante che lo Stato assuma una visione liberale, la sola capace di restituire dignità alle persone e alle loro scelte. Come esplicitato da Carofiglio in “La manomissione delle parole”, dire No è un atto di ribellione molto potente e per nulla violento. È una ribellione del pensiero, il punto di partenza di un cambiamento che nasce dal rifiuto di uno stato di fatto, di una condizione nella quale non ci si riconosce più. Come professionisti dell’aiuto e come donne, impariamo ad assumere la posizione del ‘no’».
Carmela, Francesca Longobardi - Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass-media / tel: 333.4896751